Ivan Ortenzi: L’innovazione è nei gap

La velocità di sperimentazione e di apprendimento è la “dinamica darwiniana” delle aziende d’oggi. Occorre imparare a innovare. E imparare ad innovare con velocità lo si apprende solo innovando in modo più veloce.

Non sappiamo cosa si innoverà, sappiamo che possiamo definire come vogliamo innovare e su quali temi orientare gli sforzi ma non possiamo definire a priori i risultati che potremmo ottenere e se li otterremo. Sappiamo bene cosa succederà se non lo faremo.  Le ultime esperienze professionali al fianco di aziende che hanno già intrapreso o stanno iniziando progetti per dotarsi di processi e strumenti per un approccio sistematico e strutturato all’innovazione hanno evidenziato una caratteristica comune. Ovvero, l’esigenza di poter contare su un approccio all’innovazione veloce. Più veloce di quello in essere o che sia in grado di gestire la velocità dei mutamenti del mercato. Oggi questa esigenza è diventata la priorità principale delle aziende che devono difendere le quote di mercato e i vantaggi competitivi conseguiti grazie ad un Modello di Business solido e consolidato nel tempo.

Ciò che è determinante non è la velocità di esecuzione delle singole attività o di utilizzo degli strumenti previsti dal processo d’innovazione. Quello che risulta essere il vero fattore di successo è la velocità d’apprendimento da parte delle persone coinvolte dalle attività d’innovazione da parte dell’azienda nel suo complesso. Oggi la velocità d’apprendimento è la “dinamica di adattamento darwiniana” delle aziende nell’attuale contesto di business.

Le opportunità per apprendere nascono nei gap. Il gap che si forma tra le aspettative più o meno esplicita del mercato, degli utenti, dei dipendenti e dei clienti e la capacità di trasformazione delle aziende.