Pillole dall’Intervento di Alberto Mattiello

LA MIOPIA DEL MARKETING

Nel 1960 Theodore Levitt, un professore di Harvard, scrive un paper scientifico su Harvard Business Review dal titolo “La Miopia del marketing”. In questo saggio viene presa ad esempio l’evoluzione e l’involuzione dell’industria ferroviaria per spiegare come, quando i contesti di mercato cambiano, anche le industrie più potenti e fiorenti possono implodere. La miopia del marketing è la spiegazione di come alle volte le aziende smettano di essere in risonanza con le aspettative dei propri clienti/consumatori e perdano, anche in breve tempo, le posizioni conquistate. L’industria ferroviaria, esemplificava Levitt, non aveva capito che si era passati da un mercato guidato dalla costruzione delle infrastrutture a uno spinto dalle esigenze e aspettative connesse al trasporto. Da una posizione di monopolio questa industria è diventata marginale rispetto al trasporto aereo e su gomma.

Questo pensiero, dagli anni 60 ad oggi continua ad essere una esortazione per i capitani d’impresa a riesaminare la loro visione aziendale e a ridefinire i loro mercati in termini di prospettive più ampie. Questo vale per tutte le industrie, nessuna esclusa.

Come l’evoluzione tecnologica sta ridisegnando i perimetri dell’industria del Printing? Quali sono le aspettative che si stanno formando nel mondo della tecnologia e come queste avranno un impatto anche sul mondo della Stampa?

Come cambiano i prodotti e i servizi connessi alle pubblicazioni e alla pubblicità stampata? Il punto di vista di Levitt ci impone riflessioni su questi e molti altri temi legati allo sviluppo dell’industria della stampa.

L’importante è non farsi cogliere miopi davanti al cambiamento.

 

INVESTIMENTI EDITORIALI

L’editoria è un’industria che sta perdendo smalto? Non sembra pensarla così il mondo dei venture Capitalist che negli ultimi anni ne hanno manifestato, in modo palese, il proprio interesse. Secondo ‘The Future of Publishing’, ci sono state 890 startup finanziate nel 2017-2018 legate al mondo dell’editoria. Affrontando diverse aree del settore assieme hanno accumulato un investimento combinato di $925 milioni USD. Questi nuovi cuccioli di pensieri aziendali stanno provando a ridisegnare con un approccio digitale l’intera catena del valore dell’industria dell’editoria, dalla stampa alla distribuzione.

I problemi da risolvere con un nuovo approccio sono davvero molti:

– La scoperta dei prodotti editoriali è diventato un problema rilevante dell’industria.

Il numero di libri pubblicati annualmente è esploso del 400% nell’ultimo decennio*.
Con 1 milione di libri pubblicati ogni anno, gli editori trovano sempre più difficile trovare lettori per ogni libro, e i lettori hanno sempre più difficoltà a trovare le pubblicazioni perfette per loro;

– Il 64% dei genitori millennial sono interessati ai prodotti personalizzati rispetto ai loro gusti o realizzati appositamente per loro e anche nell’editoria sono alla ricerca di questo tipo di offerta;

– Nel mondo della pubblicità il marketing ha sempre più bisogno di vedere numeri ed è diventato essenziale dimostrare l’efficacia delle campagne stampa.

– Lo sviluppo di una coscienza collettiva etica e sostenibile ha portato gli acquirenti di stampa ad essere sempre più preoccupati dell’impronta ambientale che ogni prodotto genera.

Queste sono solo alcune delle sfide che il mondo dell’innovazione sta provando ad impattare. Quali sono quindi le startup che hanno davvero trovato una strada per un’evoluzione performante e sostenibile di questo mercato? Come l’innovazione del pensiero digitale diventa chiave nello sviluppo delle industrie dell’editoria e della stampa? La narrativa dell’innovazione sta provando a generare delle risposte. É ruolo dell’industria intercettare le migliori e convertirle in un cambiamento che trasformi l’industria stessa.